Dipendenza da gioco: stop alle slot!

Il mese scorso il Comune di Golfo Aranci ha dichiarato guerra alle ludopatie con un’ordinanza firmata dal Sindaco Giuseppe Fasolino, che vieta l’apertura di centri di scommessa con vincita di denaro nel raggio di 500 metri da istituti scolastici, luoghi di culto impianti sportivi e centri socio-ricreativi, parchi gioco, spiagge e centri di aggregazione, tutti luoghi di possibile ritrovo di soggetti vulnerabili come minori, anziani e nuclei familiari.

Dice il Sindaco:”Facendo una mappatura di tutte queste zone e tracciando un raggio di mezzo chilometro da ognuno, abbiamo verificato che il territorio comunale risulta interamente coinvolto e che non sarà più possibile posizionare slot all’interno dei locali presenti in paese”.
L’intento è quello di arrestare un fenomeno che ormai è diventato una piaga sociale. Anche le recenti ricerche in psicoanalisi evidenziano come il discorso sociale abbia un ruolo decisivo nello sviluppo di patologie psichiche correlate, se consideriamo che fin dall’infanzia si viene educati al gioco d’azzardo tramite “macchinette” mangiasoldi posizionate nei centri commerciali, con le quali i bambini possono tentare di vincire piccoli premi, come pupazzi, palloni o dispositivi elettronici. Via via crescendo si instaura un rapporto con il gioco d’azzardo difficile da interrompere, che matura nella dipendenza da slot machine e giochi simili con vincita di denaro, per i quali non servono particolari abilità, ma tutto è affidato al caso. L’Italia è uno degli stati più rinomati se si parla di tale dipendenza, infatti sono 790 mila gli italiani malati di gioco e un milione 750 mila quelli a rischio patologia. Tutto questo è dovuto anche all’estrema diffusione delle slot. Basti pensare che 397.000 macchine ad oggi autorizzate garantiscono ai gestori una densità media nazionale di un apparecchio ogni 151 abitanti. Nel 2016 in Italia sono stati buttati nel gioco 95 miliardi di euro. Un male per la salute mentale ma anche per le tasche delle persone, che siano adolescenti o genitori.
Quella del Comune di Golfo Aranci è senza dubbio una iniziativa coraggiosa, ma anche decisiva per il benessere delle persone ed è la dimostrazione che la trasformazione di una situazione dannosa per l’intera comunità può partire anche da piccole realtà. In futuro chi avrà la coscienza e il coraggio di seguire le orme del Sindaco Fasolino?